mercoledì 30 maggio 2012

RISULTATI DI GOOGLE E COPYRIGHT

A causa di presunte violazioni del diritto d’autore, Google ha eliminato dalla sua offerta, lo scorso anno in 5,4 milioni di casi, siti web, contenuti e link. Il numero di richieste è in costante crescita. Tuttavia, specifica Google, il portale video di YouTube e il servizio Blogger non sono stati inclusi nella statistica. Ogni mese, Google dice di elaborare una media di circa 1,2 milioni di richieste inoltrate da oltre mille distinti proprietari di diritti d’autore. Tra i dati cancellati sono stati ben 3,3 milioni i link (Url) nei risultati di ricerca. Google ha dichiarato di aver accettato il 97 per cento di tutte le richieste ricevute dal luglio al dicembre del 2011. «La lotta contro la pirateria online è molto importante», ha scritto sul blog della società il manager Fred von Lohmann. «Non vogliamo che i nostri risultati di ricerca conducano la gente a dei posti nella Rete dove vengono infranti i diritti d'autore». Per rendere chiara la portata del fenomeno Google ha pubblicato tutti i dati nel Transparency Report; prima d’ora in questo rapporto (pubblicato per la prima volta due anni fa) venivano elencate soprattutto le richieste di rimozione dei contenuti indicizzati e pubblicati che arrivavano dai governi. Insomma, informazioni sui problemi di pirateria e diritti d’autore erano poche o nulle. Le segnalazioni che giungono a Mountain View sulla violazione delle leggi sul diritto d’autore vengono elaborate in media entro 11 ore; in caso di organizzazioni note, che hanno lo status di «partner affidabile», il processo di verifica ed eventuale rimozione di un link si riduce a 7 ore. Al primo posto nella classifica dove sono elencati i proprietari dei copyright violati c’è Microsoft, seguita dal gruppo Nbc Universal; dall'associazione delle industrie discografiche Usa RIAA; dalla inglese British Recorded Music Industry e da diversi produttori di contenuti pornografici. Come si evince dai grafici pubblicati da Google, lo scorso anno Microsoft ha inviato 2,54 milioni di richieste per la rimozione di altrettante Url. Google sottolinea però che non ogni richiesta di eliminazione di contenuti è sempre giustificata. Per esempio, di recente ne ha respinto una inviata da una scuola guida in Gran Bretagna che aveva chiesto di rimuovere un risultato di ricerca che rimandava ad un’azienda concorrente.
FONTE: Elmar Burchia - www.corriere.it

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