Il futuro del cloud computing passa da un nuovo equilibrio tra accentramento delle competenze e impegno sui territori. Così il cloud potrà assolvere il proprio compito di acceleratore dell'Agenda digitale, cambiando il tessuto sociale e industriale italiano.
Sta prendendo questa forma l'impegno dei principali attori del settore: istituzioni deputate all'Agenda e fornitori di servizi. Per esempio lo si vede nel piano che hanno in mente adesso l'Agenzia per l'Italia digitale e Francesco Caio (commissario alla Presidenza del Consiglio per l'Agenda).
«Le Regioni diventeranno le responsabili dell'Ict pubblico e quindi si faranno portatrici di accentramento di servizi e infrastrutture per la Pa», dice Agostino Ragosa, direttore dell'Agenzia. Nasceranno così i primi datacenter nazionali per l'Ict nella pubblica amministrazione, a cura delle Regioni. Saranno circa due (o poco più) per regione, quindi 40-50, contro i 4-5mila Ced (Centri elaborazione dati) ora sparsi tra Pa locali e centrali. La razionalizzazione dei Ced vale risparmi per 5,6 miliardi di euro in cinque anni, per l'Italia, secondo una stima degli Osservatori Ict del Politecnico di Milano. È logico che l'accentramento delle infrastrutture si sposi con quello dei servizi. La chiave fondante del cambio di paradigma è proprio il cloud. Continua a leggere su http://24o.it/VhCqV Leggi l'articolo e rispondi brevemente: Come il cloud può aiutare la Pubblica Amministrazione? Quale ritieni sia il principale ostacolo ad una "Italia unita" dal punto di vista ICT? Fonte: Alessandro Longo - Il Sole 24 Ore Immagine http://www.corrierecomunicazioni.it
Schermo da 7 pollici ad alta definizione, hardware potente, buon design, sistema proprietario sviluppato su una base Android. Ma il Kindle Fire HD nasce soprattutto per consumare contenuti venduti da Amazon. Credits Paolo Ottolina - www.corriere.it - blog Mal di Tech
Troppi dati, la scienza rischia il collasso. Per reggerne il peso, il governo americano ha deciso di dotarsi di un'autostrada in cui è proibito andare piano: una rete di fibre capace di far correre da una costa all'altra le informazioni digitali prodotte dalla scienza alla velocità di 100 gigabit al secondo. Da gennaio la "pista da corsa" per i dati scientifici ha iniziato i suoi test, mettendo in rete tre centri di calcolo a Oakland, nell'Illinois e nel Tennessee. Ma il progetto da 62 milioni di dollari, battezzato Advanced Networking Iniziative e partito nel 2009, ha l'ambizione di arrivare ad avvolgere tutte le infrastrutture scientifiche degli Stati Uniti. E poi - come avvenne con il web inventato al Cern di Ginevra - di estendersi anche alla vita quotidiana. (..) I ricercatori sono affamati di risorse come questa", ha commentato Brian Tierney, uno dei responsabili dell'iniziativa ESnet (Energy Sciences Network) del Dipartimento dell'energia Usa che sovrintende al progetto. E Mehmet Barman, del gruppo di gestione dei dati scientifici di Berkeley, ha raccontato la sua esperienza sull'autostrada digitale: "Per trasferire 35 terabyte di dati sul clima dall'Illinois al Tennessee abbiamo impiegato circa mezz'ora. Con una rete normale ci sarebbero servite cinque ore".
All’ultima conferenza di Apple, Tim Cookha parlato di 100 Milioni di utenti che utilizzano iCloud. Il numero è veramente incredibile se pensiamo che questo servizio è apparso con iOS5, quindi 1 anno fa. Oggi, ad analizzare la “nuvola” dell’azienda di Cupertino, sono gli esperti di Ars Technica e stando a quello che dicono, sembra che i dati su iCloud potrebbero essere utilizzati dalla stessa Apple. Già in passato Ars Technica ha parlato della possibilità che ha Apple di decriptare il contenuto di iCloud e quindi mettere in chiaro tutti i dati. Oggi veniamo a conoscenza che questa sottile possibilità è nascosta perfino nei “Termini e Condizioni” di iCloud che, noi tutti “accettiamo” senza leggere per bene il contratto. Il sistema di sicurezza che Apple adotta per la sua “nuvola” è molto elevato, su questo tutti i tecnici concordano che: gli strumenti utilizzati da Apple per criptare i dati su iCloud sono di notevole garanzia ma non sono i migliori e lasciano una “porta sul retro” (backdoor) al quanto scomoda soprattutto per chi vorrebbe utilizzare il Servizio per il suo lavoro che gestisce anche dati sensibili.
Prezi è un’applicazione online – prodotta in Ungheria – per creare presentazioni, che lavora però in modo non lineare e presenta una sorta di “tela” sulla quale riportare in modo pittorico le informazioni. E' molto originale e interessante, proprio per questa ragione.
Di seguito trovate una bella guida in italiano, creata da Romolo Pranzetti e Nicoletta Farmeschi.
Grazie alla rete Internet e' nata una nuova forma di collaborazione, il grid computing: di che cosa si tratta? Perche' si e' rivelato uno strumento utile per le elaborazioni che richiedono una enorme potenza di calcolo?