FONTE: Chiara Brusini - http://www.ilmondo.it/
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sabato 30 giugno 2012
SIXTHCONTINENT
Un sistema di classificazione che valuta le aziende in base alla capacità di creare ricchezza per la comunità in cui operano. E un social network che la mette a disposizione dei consumatori interessati a indirizzare gli acquisti verso prodotti e servizi di imprese responsabili. Sono i cardini di SixthContinent, (già aperte le iscrizioni) e a settembre verrà presentato anche a New York. Proprio gli Usa, d’altronde, sono la culla del movimento delle Benefit corporation, aziende che statutariamente devono tener conto non solo del profitto ma anche delle conseguenze sociali e ambientali della loro attività. E l’idea di Fabrizio Politi, fondatore del network, nasce dalla stessa considerazione: creare un sistema più equo è possibile, e chiunque consumi può contribuire attraverso scelte mirate. Così Politi e il suo team di dieci collaboratori hanno messo a punto Mo.Mo.Sy (Moderate monetary system), con cui hanno valutato le 500 mila maggiori aziende a livello mondiale assegnando a ognuna un rating sotto forma di gradazioni di colore dal rosso al verde. Il sistema, la cui proprietà è appena stata trasferita a una fondazione no profit, utilizza un algoritmo che tiene conto di diversi fattori, tra cui il rapporto tra utili netti e numero di dipendenti. Mo.mo.sy è diventato il cuore di una app gratuita per smartphone e tablet che potrà essere scaricata dagli utenti registrati su SixthContinent e permetterà di controllare in un attimo la «pagella» del produttore di ciò che si progetta di comprare. Le imprese con una classificazione negativa saranno quindi incentivate a cambiare rotta e destinare più risorse a lavoratori e progetti sociali. Gli iscritti a SixthContinent potranno anche contribuire in prima persona all’ampliamento del database. Per la società Politi ha scelto la forma della limited company di diritto anglosassone, cosa che faciliterà il progetto di farla crescere oltreoceano.
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giovedì 14 giugno 2012
ELETTROSMOG
Computer, televisore, cellulare, antenna. Tutti elettrodomestici che producono smog compromettendo la qualità dell’aria. Eppure, l’80% del vivere quotidiano trascorre in ambienti chiusi. L’inquinamento elettromagnetico è legato alla generazione di campi elettrici artificiali, prodotti da tutti quei dispositivi il cui funzionamento implica un’alimentazione, oppure impianti utilizzati per il trasporto e la trasformazione dell’energia dalle centrali fino all’utilizzatore nell’ambiente urbano, e infine da impianti per lavorazioni industriali. Non solo: sul nostro pianeta esistono campi magnetici ed elettrici attribuibili al fondo terrestre o ad eventi naturali che però sono innocui.
«Gli effetti dell'esposizione di lungo periodo ai deboli campi elettromagnetici in ambiente chiuso sono ancora sotto studio», osserva Fiorenzo Marinelli, biologo del Cnr di Bologna, che spiega: «L'errore di base sta nell’installare e utilizzare le tecnologie potenzialmente dannose senza prima averne studiato gli effetti, e ciò è irrazionale. Ci sono studi che indicano la pericolosità dell'esposizione pulsata di bassa potenza. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito i cellulari e in generale i campi elettromagnetici a radiofrequenza (wireless) nel gruppo 2B. Perciò occorre usare un principio di precauzione nelle esposizioni anche al wifi». Eppure, nonostante nel 2011 la notizia abbia fatto il giro del mondo in poche ore, oggi i più sembrano averla rimossa.
«Gli effetti dell'esposizione di lungo periodo ai deboli campi elettromagnetici in ambiente chiuso sono ancora sotto studio», osserva Fiorenzo Marinelli, biologo del Cnr di Bologna, che spiega: «L'errore di base sta nell’installare e utilizzare le tecnologie potenzialmente dannose senza prima averne studiato gli effetti, e ciò è irrazionale. Ci sono studi che indicano la pericolosità dell'esposizione pulsata di bassa potenza. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito i cellulari e in generale i campi elettromagnetici a radiofrequenza (wireless) nel gruppo 2B. Perciò occorre usare un principio di precauzione nelle esposizioni anche al wifi». Eppure, nonostante nel 2011 la notizia abbia fatto il giro del mondo in poche ore, oggi i più sembrano averla rimossa.
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lunedì 23 gennaio 2012
GREEN COMPUTING
Informatica Verde (green computing o green IT), si riferisce ad un'informatica ecologicamente sostenibile. Visita il sito Google Green per scoprire come Google affronta il tema del Green Web, della sostenibilità e dell'efficienza energetica.
Informatica e responsabilita' ecologica: riassumi brevemente le principali tendenze dell'Informatica Verde.
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