martedì 27 ottobre 2015

Otto regole da seguire su Linkedin




Otto raccomandazioni per utilizzare al meglio il social network professionale più diffuso al mondo.

Non inserire la propria foto. È la parola stessa a dirlo: social network. Quando l’obiettivo è farsi conoscere, metterci la faccia è sempre una buona idea. Anche se allegare o meno una propria foto è una pratica più o meno diffusa a seconda dei diversi paesi europei, su LinkedIn è una prassi comune in tutto il mondo.
Inserire una foto non professionale. Si sta comunque parlando di lavoro, ma in un contesto non formale. Anche se LinkedIn appare simile a Facebook e molti utenti generano fiumi di notifiche collegando account di social network diversi, presentare un’immagine di sé consona al contesto è fondamentale.
Secondo Eures, è bene evitare foto poco chiare e scatti presi durante feste, quelli in cui il fotoritocco ha evidentemente eliminato persone o elementi dell’ambiente. Meglio preferire foto gradevoli in cui si appare sereni e amichevoli, mai troppo seri. Rispetto all’abbigliamento, poi, è bene pensare che nella migliore delle ipotesi il proprio profilo potrebbe essere costantemente sotto la lente di professionisti.

Non aver inserito informazioni. Parlare di lavoro, prospettive personali e aspirazioni, spesso accende l’allarme della privacy e della timidezza online. Una breve presentazione del proprio percorso e di quello che si vorrebbe, in realtà, indica semplicemente che la persona ha a cuore il proprio destino professionale e che si sta ponendo domande sul proprio percorso. In altri termini, che il candidato è aperto al dialogo, è proattivo, ha una visione chiara di sé e di quelli che sono i suoi obiettivi.
Non aver personalizzato l’Url. Cliccando su “Profilo”, quindi su “Modifica profilo” è possibile visualizzare l’Url permanente alla propria pagina su LinkedIn, quello che appare immediatamente sotto la foto. Cliccando su “Modifica” e poi su “Personalizza l’Url del tuo profilo pubblico” è possibile cambiarlo come si preferisce: inserendo il proprio nome e cognome, il progetto su cui si sta lavorando o un elemento in grado di rimandare esclusivamente a se stessi, il proprio profilo diventerà meglio rintracciabile da parte dei motori di ricerca. È un primo passo verso il “branding” di sé che permetterà di inserire facilmente il link sul curriculum vitae, sul biglietto da visita o di poterlo inviare tramite e-mail in modo chiaro, semplice e ordinato.
Non aver descritto le proprie esperienze professionali. Parlare in prima persona delle proprie mansioni, dei problemi incontrati e risolti, è un modo per apparire più consapevoli del proprio ruolo e delle proprie responsabilità.
Non seguire gruppi o aziende. Eures cita il Graduate recruitment Bureau del Regno Unito, cioè l’agenzia indipendente per l’occupazione dei laureati, affermando che per dare una svolta alla propria presenza su LinkedIn è fondamentale collegarsi alle aziende e ai gruppi di professionisti inerenti ai propri interessi. Questo social network è infatti una fonte affidabile per essere aggiornati rispetto le attività di una particolare azienda o di un settore del mercato.
Descriversi con le parole di sempre (e di tutti). Il blog di LinkedIn pubblica da quattro anni una classifica delle parole più utilizzate dagli utenti di tutto il mondo per descriversi, divisa per nazione. A livello globale, gli utenti di LinkedIn si sono definiti soprattutto responsabili, strategici, creativi, efficaci, pazienti, esperti, organizzativi, motivati, innovativi e analitici. Lo scorso anno, la parola più utilizzata dagli utenti italiani (e francesi) è stata responsabile, mentre creativo era la più ricorrente tra svedesi, tedeschi e olandesi. Ci sono parole abusate negli anni precedenti che sono sparite dai profili degli utenti, come sperimentale, multinazionale e specializzato. Nel presentarsi è bene essere personali e, in caso ci si consideri creativi, dimostrarlo.
Non aggiornare il proprio profilo. Parlando del profilo di LinkedIn come “elevator pitch”!, il Guardian portava una metafora: iscriversi senza aggiornare con regolarità i propri contenuti equivale a pretendere di rimettersi in forma semplicemente iscrivendosi in palestra. Gli aggiornamenti danno maggior visibilità ai profili, perché permettono di apparire nel newsfeed degli altri utenti: è bene approfittarne, aggiornando regolarmente competenze, lingue e mansioni professionali.

Credits http://miojob.repubblica.it


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