venerdì 28 novembre 2014

SEMINARIO IG A.A. 2014-2015


Digital transformation & social enterprise con Stefano Besana. Auditorium pieno come un uovo. Ritmo, innovazione e professionalità lasciano il segno. 
Grazie Stefano!
Università Cattolica - Milano

DOMANDA: esponi tre concetti trattati nel seminario di Stefano Besana che ti hanno particolarmente interessato, in relazione ai temi del corso di Informatica Generale.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Il primo concetto affrontato da Stefano Besana che mi ha colpita consiste nel cambiamento verificatosi negli ultimi anni nei consumatori;
fino a qualche anno fa i consumatori erano passivi, oggi invece, grazie al digitale, sono attivi e connessi;parliamo di “digital costumers”. Il nuovo profilo del consumatore prevede che questo sia molto più digitale ed esigente, egli ricerca la credibilità di chi sta dall’ altra parte.
Tutto ciò,ovviamente, cambia anche i termini delle relazioni che i consumatori hanno con le aziende; quello del rapporto tra aziende e consumatori è il secondo concetto che vorrei trattare.
Oggi si sta verificando un cambiamento tra le attese del cliente e ciò che l’azienda; parliamo del fenomeno dell’ esperienza frammentata.
Il consumatore si aspetta una relazione collaborativa e di dialogo ma spesso le aziende non riescono ad accontentarlo.
Questo ci fa capire che la sfida più grande risiede all’interno dell’azienda stessa. Le organizzazioni devono necessariamente cambiare per poter far fronte ad un mercato che è in continuo cambiamento. Altro tema importante, e connesso al precedente, è quello della collaborazione tra azienda e consumatori.
Per poter far fronte al cambiamento le aziende devono puntare sulla collaborazione e sulla gestione della conoscenza; oggi si parla di un nuovo modo di concepire la collaborazione: un modo incentrato sulle persone; il ruolo delle persone è fondamentale, le aziende devono riuscire ad elaborare una strategia che parta dal basso, dal dipendente. Il cliente deve poter partecipare alla costruzione del prodotto, deve collaborare.

NUMERO MATRICOLA: 4402493

Anonimo ha detto...

E' stravolgente come la comunicazione tra il consumatore e l'azienda sia cambiata, anni fa si parlava di una comunicazione biunivoca, un'informazione che aveva origine da uno e raggiungeva molti. Oggi invece non si parla neanche di comunicazione, si parla invece di interazione tra il consumatore e il venditore e a trarne i vantaggi sono entrambi: il cliente dichiara ciò che vuole, ha esigenze precise, ricerca qualità e trasparenza, vuole poter personalizzare il prodotto che desidera acquistare, le aziende hanno modo così di migliorarsi, di conoscere cosa i clienti vogliono e puntare su questi prodotti e così facendo non possono che avere migliori profitti! Mi ha colpita inoltre l'importanza che sta avendo la tecnologia e la Rete, tanto che molte aziende abbandonano il mercato fisico per trasferirsi su quello online e altre si sviluppano dal principio sulla rete. Alcune aziende, se non ricordo male l'esempio di Besana fu quello dell'azienda Pepsi, investono molto sui social media marketing per avere più visibilità e notorietà rinunciando alla pubblicità televisiva o di altro genere. L'importanza data alla rete e al consumatore sono l'asso nella manica delle aziende odierne.


Matricola 4403063

Anonimo ha detto...

Il discorso sui social business affrontato da Stefano Besana parte essenzialmente dall'analisi dell'idea stessa di 'social'. Si può parlare di rivoluzione nel campo aziendale solo in seguito ad un cambiamento sostanziale nella vita di ognuno di noi, che ci vede sempre più attenti e catturati da ciò che succede al di fuori della nostra realtà. Nel mirino non ci sono più i nostri problemi, i rapporti interpersonali, i nostri hobby, le nostre attitudini, ma ciò che ci interessa realmente sono i movimenti, i progressi, le opinioni, le esperienze degli utenti che ogni giorno seguiamo sui social media. Cambiando il profilo del customer, cambia chiaramente anche l'idea di business. Come esplicitato da Besana, gli earned media diventano i nostri consiglieri preferiti, così come preferiamo consultare lo smartphone (googlando il prodotto che ci piace di più) piuttosto che chiedere ad una commessa se il vestito che abbiamo provato ci stia bene o meno. Obiettivo delle aziende non è più la semplice vendita del prodotto, ma essere al passo con un customer sempre più esigente. Un obiettivo che spesso aleggia nell'aria ma non si trasforma in realtà, soprattutto in Italia, ma deve continuamente scontrarsi con delle barriere tangibili, spesso di natura culturale o che riguardano la mancanza di incentivi che motivino al cambiamento. Ciò che sfugge è che la Social Enterprise potrebbe essere un monito per svincolarsi dall'idea di azienda tradizionale al fine di mettere in moto un business che possa coinvolgere il consumatore al punto tale da renderlo parte integrante dell'azienda. In questo modo tutti, purché 'social', possono trarne dei benefici!

MATRICOLA 4401277

Anonimo ha detto...

Il concetto cardine che mi ha colpito è l'evoluzione del rapporto cliente-azienda; i tre punti che volevo analizzare sono i seguenti.
In primis la trasformazione del consumatore che, come già detto in precedenza, da passivo diventa attivo; se prima si limitava a guardare qualche pannello pubblicitario di sfuggita o qualche pubblicità in TV annoiato sul divano, ora ricerca su internet i prodotti da lui desiderati e sfrutta sempre più la rete per reperire informazioni, capire le caratteristiche e trovare le offerte più competitive. È qui che il cliente diventa "digital" e il commercio si concretizza nel "digital marketing".
Ma tutto ciò, cosa implica?
Ed è questo il secondo punto su cui volevo riflettere: come il comportamento della rete influisce nella partecipazione alla costruzione di valore nei confronti delle aziende.
Oggi è il "cliente ad essere al centro, non il prodotto", il parere della community sui social ha un peso determinante nell'attribuzione di valore all'articolo, la gente attribuisce all'azienda o all'articolo l'idea che ne ricava dai segnali che essi rimandano.
È qui che si crea un circuito di feedback che sarà fondamentale nel definire la "brand reputation" di un'azienda.
Terzo punto su cui meditare è il compito che ha oggi l'azienda nei confronti del cliente: listen, react, engage è la formula vincente proposta da Besana.
ASCOLTARE in tempo reale le esigente della clientela è un buon punto d'inizio, REAGIRE prendendo parte alla conversazione espone positivamente l'organizzazione e porta potenziali opportunità di business e COINVOLGERE preparando una strategia per ingaggiare attivamente i clienti legando svariati canali social porta ad una esperienza potenzialmente positiva per gli stessi. (A testimonianza il caso Best Buy).
Insomma, le aziende non possono ignorare il cambiamento radicale che è in atto, internet sta crescendo e se si vuol creare una relazione efficiente con la clientela bisogna aggiornarsi.


MATRICOLA NUMERO 4404030

Anonimo ha detto...

Durante il seminario tenutosi il giorno 27 novembre 2014 da Stefano Besana, i tre punti critici attorno ai quali si è sviluppato il discorso del relatore, a mio giudizio, sono:

1) il cambiamento radicale del cliente:
non esiste più il "cliente passivo". Il cliente che compra dalle aziende tramite il web ha subito una trasformazione incredibile; si parla infatti non più di "compratore" ma di "co-creatore". Quest'ultimo non è più interessato soltanto a comprare un determinato prodotto e/o servizio, ma si impegna a collaborare con l'azienda creando nuove idee che vengono proposte in rete. Qualora l'idea fosse ampiamente votata dagli utenti, verrebbe realizzata concretamente ed entrerebbe a far parte dell'azienda (es. processo che sta avendo particolare successo con la "Lego"). Questa trasformazione del cliente può essere definita "cambiamento culturale" e permette a quest'ultimo di partecipare attivamente alla vita dell'azienda.

2) la trasformazione dei rapporti cliente-azienda:
l'era digitale ha ampiamente trasformato i rapporti cliente-azienda. Abbiamo osservato come è avvenuto il passaggio da "compratore" a "co-creatore"; ma come avviene concretamente l'apporoccio tra azienda e cliente?. Anche questo punto richiede un'attenta analisi: il cliente di oggi è fortemente esigente e pretende di acquistare prodotti e servizi aspettandosi prima di tutto dall'azienda fiducia, credibilità, equilibrio di potere e rispetto. A fronte di questa trasformazione anche l'azienda ha dovuto ridimensionare e rivedere determinati punti: in primo luogo la sfida più grande parte dall'interno e prevede di rispondere quanto meglio è possibile alle aspettative del cliente per far si che quest'ultimo torni ad acquistare con continuità prodotti e servizi.

3) il cambiamento dell'azienda:
l'azienda così come il compratore, ha subito una netta trasformazione anche per effetto del web e del commercio online. Le aziende al giorno d'oggi per mantenere forte il loro potere sul mercato devono necessariamente:
- rinunciare al controllo (es. azienda "Griff Gaff")
- agire da pari (coinvolgere il cliente)
- motivare quelli che contano (stimolare i lavoratori)
- abilitare esperienze cross canale
- servire il mercato
- dimenticare il marketing funnel

MATRICOLA 4400816

AL - Blog admin ha detto...

Commenti alle risposte:
Vanno tutte molto bene, perché sono una vostra elaborazione personale di concetti espressi in aula.
Fate tesoro delle risposte di tutti per argomentare meglio la vostra risposta relativa ai temi del seminario.
E' come se vi preparaste una sorta di mini-tesina sul tema (una pagina). Deve essere personale. Quindi diffido chiunque dal fare copia-incolla. Qui ci sono ragazzi che hanno tirato fuori le proprie idee.
Elaborate le vostre prendendo ispirazione e integrando.
MATRICOLA: 4402493 molto bella anche la parte che fa riferimento alle aziende, oltre cha ai consumatori
Matricola 4403063 molto bene il riferimento anche al cambiamento del mktg-adv. Si tratta di Pepsi che ha rinunciato al Super Bowl, evento mediatico di portata planetaria per spostare gli investimenti sulla rete (web e social).
MATRICOLA 4401277 molto interessante questa elaborazione personale. Ottimo. Bene anche il riferimento ad un concetto nuovo, gli earned media (aggiungo poi un commento a parte per definirlo)
MATRICOLA NUMERO 4404030 magnifico! due punti da sottolineare: ha citato la brand reputation (concetto della cui rilevanza abbiamo parlato anche a lezione) e le azioni che le aziende devono intraprendere tra cui il listening, la capacità di ascoltare gli utenti sulla rete)
MATRICOLA 4400816 ogni vostro commento, anche l'ultimo aggiunge qualcosa! Ottimo. I concetti di co-creazione (UGC), il concetto di cambiamento culturale, ecc. Apprezzo moltissimo anche la struttura a punti della risposta: facile la lettura, la comprensione del pensiero e la correzione!
In assoluto, vorrei che comunque (anche se lo sapete) , metteste due parole di spiegazione , anche tra parentesi, quando introducete un concetto (es. abilitare esperienze cross canale significa la capacità dell'azienda di consentire all'utente l'esperienza con il brand attraverso il canale che preferisce ma consentendogli anche il confort di passare da un canale all'altro. ps dal punto di vista tecnologico significa abilitare una interoperabilità tra i canali)

AL - Blog admin ha detto...

Earned Media: tutto ciò che riuscite a guadagnare in Rete sotto forma di visibilità, senza però dare nulla in cambio (non solo denaro, ma anche premi, gadget, altra visibilità, favori di qualsiasi tipo) può essere considerato “earned”. Se qualcuno fa una recensione spontanea del vostro prodotto, allora vuol dire che siete presente su di un media “earned”. Se qualcuno retwitta un vostro tweet, se prendete dei like su Facebook o una stelletta “favourite” su Twitter, allora vale lo stesso principio, così come se una testata online fa un servizio che cita il vostro brand, se un sito vi intervista, se qualcuno realizza un video per prendervi in giro o crea una GIF animata per canzonarvi, e così via. Le “recommendations” e gli “endorsement” spontanei ricadono tutti in quest’area.
Per saperne di più: http://blog.admaiora.com/2014/07/le-differenze-tra-paid-owned-e-earned-media/

Anonimo ha detto...

Sono rimasta piacevolmente colpita dal seminario di Stefano Besana, probabilmente perché spesso tendiamo ad essere così parte di questo mondo digitale che diamo per scontato molti dei comportamenti che le aziende intorno a noi (e noi stessi di conseguenza) assumiamo rispetto alle nuove tendenze in atto. Guardiamo la televisione e nel frattempo postiamo una nuova foto su Instagram o condividiamo una canzone da Spotify. E' normale. Il multitasking per noi è normalità. La nostra attenzione è frammentata, la nostra concentrazione è ridotta. Ma questa è la normalità. La rete ha stravolto le nostre vite, tanto da far cambiare il modo in cui vengono concepite anche le aziende al giorno d’oggi. E’ stato posto l’accento su quanto la vita media di queste si sia accorciata, e su come nuovi modelli organizzativi le stiano modificando radicalmente per rispondere alle sfide di mercato. Netto è infatti il passaggio da contesti stabili e organizzati gerarchicamente, strutturati, standardizzati e focalizzati sulla produttività e l’efficienza, a modelli più liquidi e orizzontali, agili, collaborativi, innovativi, focalizzati sulle persone.
Altri due concetti interessanti che sono emersi durante il seminario sono stati quelli di Social Media Marketing e Social Innovation. Per il primo è stato presentato l’empio della Pepsi che ha rinunciato, dopo 23 anni, alla tradizionale pubblicità durante il SuperBowl, spostando 20 milioni di dollari su una campagna di Social Media Marketing. Nel secondo caso si è fatto riferimento alla sempre più influente partecipazione dei clienti nella realizzazione dei prodotti, ad esempio con siti quali My Starbucks Ideas.
Questo è decisamente il punto che più mi ha colpita. Non sapevo dell’esistenza di siti come Lego Cuusoo e Lego Minecraft Micro World, e della possibilità di proporre un’idea per prodotti che potrebbero essere realizzati e portare quindi il nostro nome!!
Ed eccoci al centro, ci siamo noi, non i grandi leader, non i Bezos e i Jobs della Silicon Valley, ma noi, che dai nostri smartphones e tablets siamo protagonisti e artefici di un mondo che non vuole smettere di evolversi.

Matricola n 4405044

Anonimo ha detto...

Gli argomenti espressi da Stefano Besana trattano principalmente dei cambiamenti delle aziende e di come si siano adattate ai nuovi modi di vivere delle persone sempre più vicine al mondo dei computer.
1)DA AZIENDA A SOCIAL-AZIENDA: Le aziende hanno creato un nuovo mondo online a cui si dedicano a 360°; INFORMAZIONI, SCONTI, PREZZI, SOCIAL SALES, SOCIAL SUPPORT(Supporto dei clienti attraverso i social),SOCIAL MEDIA MARKETING(Spostando la pubblicità sul web, rimpiazzando i classici mezzi tradizionali come quello della televisione) e si occupano di mantenere gradevole la loro WEB REPUTATION. Le azienda hanno cambiato radicalmente alcuni dei loro aspetti spostandoli e incrementando la loro attenzione sul web.
2)Altro cambiamento fondamentale è la posizione del cliente, che ormai è di fondamentale importanza, oltre ad essere diventato ATTIVO è al centro delle attenzioni dell’azienda ed oggi, ha la possibilità di diventare CO-CREATORE dell’azienda (L’esempio concreto è quello di Lego). Inoltre, le imprese cercano sempre più di fidelizzare i clienti avvicinandoli al marchio poiché, più clienti fidelizzati ci sono e con maggiore probabilità si riuscirà a produrre un utile proficuo.
3)Per ultima e non per ordine di importanza vorrei sottolineare la parte introduttiva del seminario tenutasi dal sig. Besana: quanto il mondo sia sempre più connesso e con quanta velocità riescano a gestirlo (38% della popolazione con circa 2 dispositivi a testa con più di 300.000 richieste al secondo).

NUMERO MATRICOLA:4403002

Denise Caggio ha detto...

Io non sono più una matricola ma su questo blog, quando ci ricapito, trovo sempre degli interessanti spunti. Questo post (e in particolare i commenti che sintetizzano il contenuto del seminario) ne è un esempio. Thanks!