Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato un'ambiziosa partnership con Amazon. Il progetto - che si svolgerà nel corso dei prossimi cinque anni - prevede che il Dipartimento di Stato spenda fino a 16 milioni e mezzo di dollari per l'acquisto di circa 35.000 Kindle, più i contenuti (ossia i libri) e le spese di spedizione. Il Kindle costa sui 200 dollari, quindi rimangono quasi 10 milioni di dollari da spendere in libri - che, con i prezzi di Amazon, possono voler dire un milione di testi.
Dove andranno questi Kindle? L'idea è di spedirli alle 800 e più biblioteche, sale di lettura pubbliche e centri culturali - frequentati da più di sei milioni di giovani - che il Dipartimento di Stato americano finanzia in tutto il mondo. I presupposti su cui si basa questa iniziativa sembrano solidi - almeno in teoria. Il governo degli Stati Uniti fornisce in ogni caso ai suoi centri culturali libri, pubblicazioni culturali e giornali: se lo farà in formato digitale, risparmierà tempo e denaro. È facile immaginare un sistema in cui gli utenti di un centro culturale in Argentina potranno prendere in prestito un ebook da un analogo centro spagnolo. Inoltre, libri controversi e censurati potranno essere letti senza occupare gli scaffali e attirare l'attenzione dei censori dei governi locali. Ridar vita a una diplomazia rivolta alla gente, affidandola ad Amazon, sembra un'ottima mossa: non c'è da meravigliarsi che i diplomatici americani credano che il programma «servirà a rilanciare l'immagine dell'America come leader tecnologico». Ma si tratta, purtroppo, solo di un pio desiderio - la realtà è molto più complessa.
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giovedì 28 giugno 2012
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venerdì 22 giugno 2012
EBOOK AND HARDCOVER
A quanto pare, c’è stato il sorpasso. O almeno, un sorpasso, se si considera il parametro dei fatturati. Stando a quanto scrive John Biggs sul blog TechCrunch, l’Associazione degli editori americani ha reso noto un report secondo il quale negli ultimi 12 mesi, negli Stati Uniti, i ricavi da ebook hanno superato quelli da libri cartacei hardcover: 282,3 milioni di dollari contro 229,6 (223,3 milioni di euro contro 181,6). Un anno fa, gli hardcover erano a 223,5 milioni di dollari (176,8 mln di euro) e gli ebook a 220 (174 mln di euro).
Gli hardcover crescono come tutto il comparto di libri per adulti in generale. Ma il dato più significativo è un altro: il fatturato degli ebook per bambini è salito dai 3,9 milioni di dollari del 2011 ai 64,3 di quest’anno (da 3 a 50,8 milioni di euro). Merito, scrive Biggs dell’effetto incrociato di una maggiore offerta di supporti pensati per le giovani generazioni e di una sempre maggiore disponibilità di titoli. Cifre e tendenze ancora lontanissime da noi. Ma sembra proprio che, negli Stati Uniti, il mercato abbia dato indicazioni precise. Meglio saperlo.
FONTE: http://ehibook.corriere.it
Gli hardcover crescono come tutto il comparto di libri per adulti in generale. Ma il dato più significativo è un altro: il fatturato degli ebook per bambini è salito dai 3,9 milioni di dollari del 2011 ai 64,3 di quest’anno (da 3 a 50,8 milioni di euro). Merito, scrive Biggs dell’effetto incrociato di una maggiore offerta di supporti pensati per le giovani generazioni e di una sempre maggiore disponibilità di titoli. Cifre e tendenze ancora lontanissime da noi. Ma sembra proprio che, negli Stati Uniti, il mercato abbia dato indicazioni precise. Meglio saperlo.
FONTE: http://ehibook.corriere.it
IMAGE: http://www.cadoinpiedi.it/img/ebook-venduti-mondo.jpg
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lunedì 28 maggio 2012
STUDENTI UNIVERSITARI E EBOOK
NATIVI digitali, ma fino a un certo punto. Ventenni che posseggono sempre il pc, la metà ha uno smartphone ma quasi mai un iPad e quando si tratta di studiare preferiscono di gran lunga i libri di carta agli ebook. Molti poi sono lettori forti che consumano più di 9 romanzi l'anno. Altri al contrario la narrativa non la sfiorano nemmeno sotto tortura. Luci e ombre della fotografia dall'Associazione Italiana Editori (Aie) fatta agli studenti universitari, presentata a Roma pochi giorni fa. (..) Indagine condotta su poco più di duemila persone equamente distribuite fra gli atenei del nord, del centro, del sud e delle isole, intitolata Passare la notte sull'ebook? Studenti universitari, manuali per lo studio e nuove tecnologie. E la risposta alla domanda sembra essere no. Nel senso che gli interpellati, l'età media è di 23 anni, non ama particolarmente leggere su schermo.
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