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mercoledì 23 novembre 2016

LEZIONE 23 NOVEMBRE




ESERCITAZIONE AULA ECONOMIA/LETTERE E FILOSOFIA
CORSO DI INFORMATICA GENERALE

Terminata l'ESERCITAZIONE IN AULA

domenica 10 gennaio 2016

SCOPRI COSA GOOGLE PENSA DI TE

Tutte le ricerche, i dati, le immagini, sono raccolti nei portentosi database del motore di ricerca. Ogni utente può accedere ai suoi, e capire quanto valgono

Che Google sappia tutto è ormai un dato di fatto. Quello che, forse, non tutti sanno, è che si può capire, più o meno, quello che Google pensa di ciascuno dei suoi utenti.
Lo spiega su Medium Cloud Fender, esperto di tecnologia. Il motore di ricerca più grande del mondo permette a ciascuno degli utenti (cioè chi ha un account Gmail) di monitorare i dati che lo riguardano e, in un certo limite, anche rimuoverli. Non è trasparenza, ma è qualcosa.

martedì 5 gennaio 2016

INTERNET NON DORME MAI

Si chiama caccia ai “single point of failure”, o Spof, e riguarda la fornitura elettrica, il raffreddamento e un mare di altre cose fondamentali per un data center. La parola chiave? Ridondanza.
Noi usiamo la nostra piccola porzione di Internet, che bene o male è sempre lì, anche se ci svegliamo nel cuore della notte (..).
La domanda vera, però, non è: «Perché noi ci svegliamo per andare su internet», bensì, «Come fa internet a non dormire mai»?
(..)Certo, ai tempi una stanza intera serviva per un unico elaboratore e per trasportare un modulo 5 Mb di memoria serviva un aeroplano, ma i problemi alla base di un “data center” sono sempre stati gli stessi: come fare in modo che questo cucciolo funzioni sempre.

domenica 7 dicembre 2014

DATA SCIENTIST

Quella del data scientist è stata definita dall'economista Hal Ronald Varian «la professione più sexy del futuro», laddove l'aggettivo assume l'accezione di «interessante».
Cosa fa un data scientist?
Come suggerisce il nome, analizza dati per fornire al management le informazioni utili ad assumere decisioni e disegnare strategie. Per lunghi anni si è parlato dell'importanza dei dati, ora nasce l'esigenza di saperne fare buon uso. Benché si possa credere che la figura del data scientist sia appropriata solo alle grandi aziende, un simile profilo si rivolge a qualsiasi realtà, dalle Pmi alle multinazionali. Di norma viene inquadrato tra i manager, anche dal punto di vista della retribuzione, proprio perché è con gli altri manager che deve dialogare. È una figura professionale nuova e, in qualche modo, ancora da definire. Lo scienziato dei dati non è solo un'analista, non è solo uno stratega del business, non è solo un marketer così come non è solo un information manager.


DOMANDA: Al termine della lettura dell'articolo, sintetizza in tre o quattro punti perché i dati (e le informazioni) sono importanti per le aziende e perché occorre saperli gestire, interpretare e utilizzare efficacemente per il business.

mercoledì 4 dicembre 2013

BIG DATA

l 90% dei dati del mondo è stato creato negli ultimi due anni. Scopriamo i sistemi per analizzare queste informazioni e impedirci di essere sommersi da un diluvio di dati digitali

In una scena del film Sneakers del 1992, Ben Kingsley e Robert Redford sono due hactivisti che discutono il concetto del potere.
“Non si tratta di chi ha il maggior numero di colpi”, afferma Kingsley, “ma di chi controlla le informazioni. Quello che noi vediamo e sentiamo, come lavoriamo, cosa pensiamo… è tutto nelle informazioni”.
Sono passati 20 anni e quelle parole sono più vere che mai. Il potere non scaturisce dalla semplice acquisizione delle informazioni, ma consiste nella capacità di utilizzare validi schemi all’interno di esse.
Secondo IBM, noi creiamo lo sconcertante volume di 2,5 quintilioni di byte di dati ogni giorno
Gli analisti lavorano su questo principio da anni, ma l’uso in continua espansione di Internet e il volume puro e semplice dei dati creati, richiede un approccio nuovo, noto come Big Data. Secondo IBM, noi creiamo lo sconcertante volume di 2,5 quintilioni di byte di dati ogni giorno, ossia l’equivalente, più o meno, di mezzo miliardo di download di film in HD.
Queste informazioni sono generate da una grande varietà di fonti, inclusi social media, fotografie e video digitali, transazioni online, ed anche il GPS incorporato negli smartphone e nei tablet. IBM sostiene che il 90% dei dati disponibili nel mondo oggi è stato creato negli ultimi due anni.