Ad aggravare questi dati sconfortanti per i responsabili marketing, si aggiunge anche l’annuncio della settimana scorsa della stessa Facebook dove si comunica un’ulteriore modifica all’algoritmo che regola le news del social network e che, verosimilmente, abbasserà ancora di più la probabilità di visione da parte degli utenti dei post gratuiti dei brand.
lunedì 24 novembre 2014
PASSATA LA FEBBRE SOCIAL?
(..) In uno studio condotto da Forrester Research, istituto che ha sempre studiato da vicino l’utilizzo virtuoso della rete da parte dei brand, dedicato alle strategie di relazione social che funzionano, l’analista Nate Elliott giunge alla conclusione che la gran parte delle aziende che operano su Facebook e Twitter “non hanno realmente un rapporto social con i clienti, sprecando tempo e denaro”. Secondo la ricerca, i post dei marchi top su Facebook e Twitter raggiungono solo il 2% circa dei loro fan e follower e meno dello 0,1% di questi interagisce davvero nei post.
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domenica 23 novembre 2014
IMPRONTE DIGITALI
I circuiti internazionali hanno deciso di collaborare per porre fine all’odiato uso delle password. MasterCard ha svelato la sua strategia che, grazie ad una collaborazione con Visa, ha consentito di elaborare un nuovo standard di sicurezza che renderà la vita più semplice a coloro che vorranno effettuare acquisti online.
Attualmente per l’identificazione dell’utente al momento del pagamento sono attivi I servizi MasterCard SecureCode e Verified by Visa che utilizzano il protocollo 3D Secure introdotto da Visa per arginare le frodi nelle transazioni online.
Attualmente per l’identificazione dell’utente al momento del pagamento sono attivi I servizi MasterCard SecureCode e Verified by Visa che utilizzano il protocollo 3D Secure introdotto da Visa per arginare le frodi nelle transazioni online.
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giovedì 6 novembre 2014
WireLurker, virus per IPhone
Il malware rompe lo schema dell’inattaccabilità dei dispositivi mobili di Apple rispetto a quelli Android. Si installa sul telefono quando viene collegato a un Mac tramite Usb
Alla fine il virus degli iPhone è arrivato. Si chiama WireLurker, viene dalla Cina, ed è il primo malware credibile: infetta il telefono quando viene attaccato al Mac tramite Usb e una volta dentro ruba tutto ciò che trova. I dati relativi alle telefonate, i contatti in rubrica, informazioni sensibili: tutto cade nella sua rete. Per la Mela già solo la notizia è un duro colpo: l’assenza di virus è da sempre il suo cavallo di battaglia contro Android e viene puntualmente sbandierata a ogni keynote. Anche se la diffusione di WireLurker è limitata alla Cina, il contagio avviene solo tramite app scaricate da uno store non ufficiale, Maiyadi, e la Mela ha comunicato di averlo già neutralizzato, WireLurker apre comunque un nuovo scenario nel mobile. L’iPhone non è più inattaccabile come si pensava.
Alla fine il virus degli iPhone è arrivato. Si chiama WireLurker, viene dalla Cina, ed è il primo malware credibile: infetta il telefono quando viene attaccato al Mac tramite Usb e una volta dentro ruba tutto ciò che trova. I dati relativi alle telefonate, i contatti in rubrica, informazioni sensibili: tutto cade nella sua rete. Per la Mela già solo la notizia è un duro colpo: l’assenza di virus è da sempre il suo cavallo di battaglia contro Android e viene puntualmente sbandierata a ogni keynote. Anche se la diffusione di WireLurker è limitata alla Cina, il contagio avviene solo tramite app scaricate da uno store non ufficiale, Maiyadi, e la Mela ha comunicato di averlo già neutralizzato, WireLurker apre comunque un nuovo scenario nel mobile. L’iPhone non è più inattaccabile come si pensava.
sabato 25 ottobre 2014
APP NATIVE E WEB APP
Il mondo Mobile è un mondo in continua evoluzione, sia per l'esponenziale diffusione degli SmartPhone e dei Tablet, sia perchè questo nuovo modo di comunicare ha reso necessario l'introduzione di un nuovo tipo di Marketing: il Mobile Marketing.
Per raggiungere i propri clienti (in essere o potenziali che siano) ora uno degli strumenti più efficaci e diretti sono le APP.
Cerchiamo di capire le differenze sostanziali tra le due tipologie principali: APP Nativa e Web App.
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venerdì 24 ottobre 2014
SOCIAL TV E SECOND SCREEN
Il 62% dei consumatori utilizza i social media mentre guarda la TV facendo registrare un incremento del 18% rispetto allo scorso anno. Il 67 per cento guarda la televisione direttamente dal proprio tablet, smartphone o computer portatile e il 60 per cento usufruisce di servizi on-demand su base settimanale, quindi la TV “ovunque e sempre” oggi è una realtà di mercato importante. Questi i risultati emersi dallo studio annuale dell’Ericsson ConsumerLab.
Questi i risultati emersi dallo studio annuale dell’Ericsson ConsumerLab.
I dati sono stati rilevati in Brasile, Cile, Cina, Germania, Italia, Messico, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti. Complessivamente, sono state condotte 14 interviste qualitative e 12.000 interviste quantitative, rappresentative di più di 460 milioni di consumatori.
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sabato 11 ottobre 2014
COPYRIGHT AND COPYLEFT
che cos’è il copyleft?
L'espressione inglese copyleft è un gioco di parole su copyright e individua un modello di gestione dei diritti d'autore
basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore (in quanto detentore originario dei diritti sull'opera) indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di
alcune condizioni essenziali. Il termine copyleft, in un senso non strettamente tecnico-giuridico, può anche indicare generalmente il movimento culturale che si è sviluppato sull'onda di questa nuova prassi in risposta all'irrigidirsi del modello tradizionale di copyright.
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giovedì 2 ottobre 2014
STAMPANTI 3D
Come funziona una stampante 3D: guarda il video
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mercoledì 1 ottobre 2014
A.A. 2014-2015
Inizia un nuovo anno accademico.
Notizie, aggiornamenti e curiosità
a supporto del corso di Informatica Generale.
a supporto del corso di Informatica Generale.
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mercoledì 5 febbraio 2014
GRAZIE
Continuate a seguire il blog e a segnalare eventuali contributi.
"Lavoriamo" insieme anche nel gruppo LINKEDIN chiamato SOCIAL UPSKILLS. Chiedete di farne parte, se non l'avete ancora fatto.
Troverete articoli, ricerche e spunti di riflessione su temi relativi alla formazione e alle professioni in ambito digitale. Potete commentare e suggerire contributi.
In particolare, potrete costruire e migliorare il vostro profilo Linkedin e creare legami con colleghi futuri professionisti, oltre che con i docenti e tutto il network di persone con le quali l'esperienza universitaria vi mette in contatto.
anita longo
SOCIAL UPSKILLS Group on Linkedin
Attraverso lo studio e la conoscenza dei social media, la prima operazione da compiere è imparare ad utilizzarli, consapevoli delle potenzialità e delle necessarie cautele da adottare.
Le piattaforme social continuano ad evolvere ma certamente non si tornerà indietro: è necessario restare informati e saper utilizzare i diversi canali.
Social significa imparare a costruire reti di persone che collaborano attraverso il confronto e la discussione su temi condivisi.
L'interattività è lo strumento per consentire a tutti i partecipanti di insegnare e di imparare.
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martedì 4 febbraio 2014
WEB REPUTATION, CONSIGLI SU FB E LN
Come presentarsi al meglio allora? Cosa scrivere in modo da non commettere errori che potrebbero rivelarsi "fatali"? Hays (società che si occupa di selezione di middle e top management) ha elaborato un decalogo di regole da seguire per gestire al meglio i profili social su Facebook e LinkedIn, evitando così di commettere passi falsi.
Di seguito, cinque consigli da seguire sul proprio profilo Facebook e Linkedin.
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lunedì 3 febbraio 2014
LAVORARE SUL WEB
INTERVISTA A GIULIO XHAET di Cristina Romagnolo
Oramai non esiste più una separazione tra reale e virtuale: la vita on line è parte integrante di quella cosiddetta reale e ha profondamente cambiato il mondo del lavoro, specialmente nell’ambito della comunicazione e dell’informazione.
In una realtà lavorativa che appare sempre più frastornata e caratterizzata dalla precarietà, l’unica arma capace di fronteggiarla pare essere la cultura, dunque la Formazione.
Ma dove formarsi? E in quale settore? Oggi indubbiamente Internet è una nuova “cultura” e le nuove professioni del web si stanno ritagliando sempre più massicciamente un posto di prim’ordine nel panorama delle opportunità di lavoro, anche in Italia. Il pieno sfruttamento del potenziale della rete potrebbe alimentare anche nel nostro Paese la crescita economica, offrendo un apporto apprezzabile al PIL nazionale anche nell’immediato futuro, permettendogli di raggiungere e superare il 3% già nel 2015.
La rete è un’estensione del mondo fisico, popolata da persone che esprimono e condividono opinioni. È evidente, e non vale solo per i più giovani, che quella tra la vita on e off-line sia da intendere non come una dicotomia, quanto come un continuum. Non esiste più la convenzionale separazione tra “reale e virtuale”: la vita sul web è parte integrante di quella cosiddetta reale.
Questi cambiamenti non interessano solo i giovani, ma persone di ogni età, in ogni luogo del nostro pianeta giocando un ruolo di esperienza globale inarrestabile. La digitalizzazione infatti è passata da un ruolo percepito all’inizio come invasivo, a un ruolo pervasivo che facilita o condiziona la vita di tutti i giorni, nel lavoro, nella vita di relazione e personale.
È evidente a tutti che oggi una buona parte della comunicazione non è più veicolata dai media classici (dai TG ai quotidiani) ma da Facebook, Youtube, Twitter, Linkedin. Tra i social network uno dei migliori è LinkedIn che oltre a essere un ottimo “biglietto da visita” da un punto vista professionale, è un potente strumento per mettere in relazione conoscenze, persone, temi e aziende.
Lo abbiamo chiesto a Giulio Xhaet, founder Professioni del Web (www.professionidelweb.it), coordinatore e docente Sole 24 Ore Business School, autore del libro “Le Nuove Professioni del Web” edito da Hoepli (www.professionidelweb.it) e formatore aziendale sulle Nuove Professioni del Web.
Ma dove formarsi? E in quale settore? Oggi indubbiamente Internet è una nuova “cultura” e le nuove professioni del web si stanno ritagliando sempre più massicciamente un posto di prim’ordine nel panorama delle opportunità di lavoro, anche in Italia. Il pieno sfruttamento del potenziale della rete potrebbe alimentare anche nel nostro Paese la crescita economica, offrendo un apporto apprezzabile al PIL nazionale anche nell’immediato futuro, permettendogli di raggiungere e superare il 3% già nel 2015.
La rete è un’estensione del mondo fisico, popolata da persone che esprimono e condividono opinioni. È evidente, e non vale solo per i più giovani, che quella tra la vita on e off-line sia da intendere non come una dicotomia, quanto come un continuum. Non esiste più la convenzionale separazione tra “reale e virtuale”: la vita sul web è parte integrante di quella cosiddetta reale.
Questi cambiamenti non interessano solo i giovani, ma persone di ogni età, in ogni luogo del nostro pianeta giocando un ruolo di esperienza globale inarrestabile. La digitalizzazione infatti è passata da un ruolo percepito all’inizio come invasivo, a un ruolo pervasivo che facilita o condiziona la vita di tutti i giorni, nel lavoro, nella vita di relazione e personale.
È evidente a tutti che oggi una buona parte della comunicazione non è più veicolata dai media classici (dai TG ai quotidiani) ma da Facebook, Youtube, Twitter, Linkedin. Tra i social network uno dei migliori è LinkedIn che oltre a essere un ottimo “biglietto da visita” da un punto vista professionale, è un potente strumento per mettere in relazione conoscenze, persone, temi e aziende.
Lo abbiamo chiesto a Giulio Xhaet, founder Professioni del Web (www.professionidelweb.it), coordinatore e docente Sole 24 Ore Business School, autore del libro “Le Nuove Professioni del Web” edito da Hoepli (www.professionidelweb.it) e formatore aziendale sulle Nuove Professioni del Web.
sabato 21 dicembre 2013
IL BOOM DEL SECOND SCREEN
Il video è senz’altro il tipo di contenuto più in crescita su internet, con opportunità grandissime in termini di advertising e di marketing che studi e casi reali stanno sempre più evidenziando. E’ interessante capire quindi come sta cambiando il comportamento dei consumatori a fronte della crescente offerta di video online, e molti spunti al proposito sono forniti dalla ‘Video-Over-Internet Consumer Survey’ di Accenture, condotta alcune settimane fa su 3.500 consumatori con connessione internet di sei Paesi: Brasile, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito e USA.
La forte evoluzione in corso è sintetizzata dal report in cinque trend: abitudini di fruizione dei video sempre più sofisticate; multitasking (che i ricercatori di Accenture definiscono anche come ‘second screen’) in piena esplosione, anche grazie alla diffusione dei tablet; ‘tenuta’ del gradimento degli abbonamenti e calo invece del pay-per-view; una persistente confusione su quale sia la modalità più semplice di accedere ai video online; e una parziale riscossa dei contenuti locali rispetto a quelli forniti da realtà internazionali come YouTube eNetflix.
La forte evoluzione in corso è sintetizzata dal report in cinque trend: abitudini di fruizione dei video sempre più sofisticate; multitasking (che i ricercatori di Accenture definiscono anche come ‘second screen’) in piena esplosione, anche grazie alla diffusione dei tablet; ‘tenuta’ del gradimento degli abbonamenti e calo invece del pay-per-view; una persistente confusione su quale sia la modalità più semplice di accedere ai video online; e una parziale riscossa dei contenuti locali rispetto a quelli forniti da realtà internazionali come YouTube eNetflix.
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venerdì 20 dicembre 2013
SOCIAL MEDIA: 5 trend per il 2014
Dicembre è tempo di riepiloghi, riassumendo cosa è successo nel 2013 sui social media, NinjaMarketing presenta i 5 trend che guideranno le strategie di digital marketing nel 2014 e getteranno le basi per nuovi social network, o per apportare modifiche a quelli già esistenti.
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giovedì 19 dicembre 2013
SOCIAL COLLABORATION, UNA SFIDA PER LE AZIENDE
Le idee migliori, anche in azienda, possono arrivare da chi meno te lo aspetti. Ecco perché all’estero sono sempre più le imprese che hanno cambiato la propria struttura per accogliere spunti e contributi dal basso, facendo partecipare in prima linea i dipendenti alla definizione delle strategie di business attraverso strumenti come le Intranet, le piattaforme wiki, i servizi di social messaging interni.
Del resto, secondo la più recente letteratura manageriale internazionale, ri-mettere le persone al centro delle organizzazioni è una tappa obbligata per affrontare le sfide di domani.
La prima indagine in Italia sulla social collaboration, condotta dai consulenti Stefano Besana ed Emanuele Quintarelli su 300 aziende, mirava proprio a scoprire quanto nel nostro Paese i dipendenti siano inclusi nelle scelte imprenditoriali, se sono messi effettivamente in connessione tra loro valorizzando le potenzialità del digitale e se le gerarchie della comunicazione e dei processi decisionali siano state riviste alla luce delle innovazioni più recenti.
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mercoledì 18 dicembre 2013
THE FILTER BUBBLE
Il cardine attorno a cui ruota la rete sociale è la personalizzazione. Il problema, sollevato da Eli Pariser nel volume ‘The Filter Bubble’ (in italiano ‘Il Filtro‘, il Saggiatore), è che risultati di ricerca su Google e contenuti su Facebook tarati sulle nostre preferenze individuali non ci consentono solamente di trovare in rete proprio ciò che vorremmo trovare, e subito: è che rischiamo di non trovare altro rispetto a ciò che ci aspettiamo di trovare. Per Pariser, presidente di MoveOn e co-fondatore di Avaaz, a questo modo diventiamo vittime di una «autopropaganda invisibile» che «ci indottrina con le nostre stesse idee». E tutto per scelte incorporate in algoritmi che crediamo neutri, ma che invece non lo sono perché ci «nascondono» parti di Internet che per altri sono immediatamente visibili.
Il «filtro», in altre parole, fa sì che siamo meno esposti di quanto potremmo a opinioni diverse dalle nostre. E questo, argomenta l’autore, è un problema considerevole qualora si voglia usare Internet come strumento di confronto democratico.
Il «filtro», in altre parole, fa sì che siamo meno esposti di quanto potremmo a opinioni diverse dalle nostre. E questo, argomenta l’autore, è un problema considerevole qualora si voglia usare Internet come strumento di confronto democratico.
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martedì 17 dicembre 2013
IL 2013 VISTO DAI SOCIAL MEDIA
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domenica 15 dicembre 2013
SEMINARIO 13 DICEMBRE 2013
Seminario: LE NUOVE PROFESSIONI DEL WEB
Relatore: dr. Giulio Xhaet - Founder & CEO of Appluego, Founder Professioni del Web
Slides: http://www.slideshare.net/giulioxhaet/new-web-jobs-le-nuove-professioni-del-web-2013
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sabato 14 dicembre 2013
RICERCA SEMANTICA: TRENDS 2014
Negli ultimi anni, grazie al web e ai social, l’importanza della tecnologia semantica è aumentata esponenzialmente. Ecco cosa aspettarsi l’anno prossimo.

Non più parole chiave, ma una ricerca di risultati con dinamiche simili al funzionamento del cervello. Per questo negli ultimi anni, anche grazie all’esplosione dei social, la tecnologia di ricerca semantica è aumentata sempre di più. Con il Web semantico, l’interpretazione del contenuto permetterà ricerche molto più evolute delle attuali, andando oltre l’uso delle parole chiave e costruendo, invece, reti di relazioni e connessioni tra documenti secondo logiche più elaborate. Per Google la ricerca semantica è il futuro e più aumenta la massa di informazioni disponibili in Rete, più diventano importanti gli strumenti per cercare ciò che ci serve nel mare di dati del web.
Non più parole chiave, ma una ricerca di risultati con dinamiche simili al funzionamento del cervello. Per questo negli ultimi anni, anche grazie all’esplosione dei social, la tecnologia di ricerca semantica è aumentata sempre di più. Con il Web semantico, l’interpretazione del contenuto permetterà ricerche molto più evolute delle attuali, andando oltre l’uso delle parole chiave e costruendo, invece, reti di relazioni e connessioni tra documenti secondo logiche più elaborate. Per Google la ricerca semantica è il futuro e più aumenta la massa di informazioni disponibili in Rete, più diventano importanti gli strumenti per cercare ciò che ci serve nel mare di dati del web.
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venerdì 13 dicembre 2013
LE PROFESSIONI DEL WEB
"Il futuro non è più quello di una volta, ci ricordava in tempi decisamente non sospetti Paul Valéry. E così anche il web sta cambiando forma e direzione, tanto che parallelamente alla crescita del classico codice informatico creato e gestito da una nicchia di esperti informatici, i classici "smanettoni", stiamo assistendo alla nascita di una rete di nuova generazione, mai vista prima: un vero e proprio Codice Umanistico. Ai sempre necessari ingegneri informatici, webmaster e webdesigner, si sono affiancati ruoli adatti ai più disparati excursus scolastici e culturali. Attori della comunicazione, e delle scienze sociali. Giornalisti e copywriter. Psicologi e filosofi. Artisti, creativi e semplici appassionati. Per quanto la passione possa dirsi una cosa semplice." Continua a leggere: www.professionidelweb.it/it/ritorno-al-futuro
di Giulio Xhaet http://www.professionidelweb.it/it/giulio-xhaet che sarà ospite in Università Cattolica del corso di Informatica Generale il giorno 13 dicembre 2013.
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giovedì 12 dicembre 2013
CLOUD PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Il futuro del cloud computing passa da un nuovo equilibrio tra accentramento delle competenze e impegno sui territori. Così il cloud potrà assolvere il proprio compito di acceleratore dell'Agenda digitale, cambiando il tessuto sociale e industriale italiano.
Sta prendendo questa forma l'impegno dei principali attori del settore: istituzioni deputate all'Agenda e fornitori di servizi. Per esempio lo si vede nel piano che hanno in mente adesso l'Agenzia per l'Italia digitale e Francesco Caio (commissario alla Presidenza del Consiglio per l'Agenda).
«Le Regioni diventeranno le responsabili dell'Ict pubblico e quindi si faranno portatrici di accentramento di servizi e infrastrutture per la Pa», dice Agostino Ragosa, direttore dell'Agenzia. Nasceranno così i primi datacenter nazionali per l'Ict nella pubblica amministrazione, a cura delle Regioni. Saranno circa due (o poco più) per regione, quindi 40-50, contro i 4-5mila Ced (Centri elaborazione dati) ora sparsi tra Pa locali e centrali. La razionalizzazione dei Ced vale risparmi per 5,6 miliardi di euro in cinque anni, per l'Italia, secondo una stima degli Osservatori Ict del Politecnico di Milano.
È logico che l'accentramento delle infrastrutture si sposi con quello dei servizi. La chiave fondante del cambio di paradigma è proprio il cloud. Continua a leggere su http://24o.it/VhCqV
Leggi l'articolo e rispondi brevemente:
Come il cloud può aiutare la Pubblica Amministrazione?
Quale ritieni sia il principale ostacolo ad una "Italia unita" dal punto di vista ICT?
Fonte: Alessandro Longo - Il Sole 24 Ore
Immagine http://www.corrierecomunicazioni.it
È logico che l'accentramento delle infrastrutture si sposi con quello dei servizi. La chiave fondante del cambio di paradigma è proprio il cloud. Continua a leggere su http://24o.it/VhCqV
Leggi l'articolo e rispondi brevemente:
Come il cloud può aiutare la Pubblica Amministrazione?
Quale ritieni sia il principale ostacolo ad una "Italia unita" dal punto di vista ICT?
Fonte: Alessandro Longo - Il Sole 24 Ore
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mercoledì 11 dicembre 2013
PAPA FRANCESCO Person of the Year 2013
Quest’anno il Time non ha avuto dubbi: è Papa Francesco la persona più importante ed influente del 2013.
Il Time lo definisce “il Papa della gente”, sottolineando che “il leader della chiesa cattolica è diventato una nuova voce della coscienza. Ha preso il nome di un umile santo, poi ha lanciato un’appello per una chiesa di riconciliazione”, sottolineando che si tratta del “primo Papa non europeo da 1.200 anni che si avvia a trasformare il Vaticano, un luogo che misura il cambiamento in secoli”.
Secondo il direttore, Nancy Gibbs (direttore del Time), infatti, “in meno di un anno Papa Bergoglio ha fatto una cosa notevole: non ha cambiato solo le parole, ha cambiato la musica”.
Fonte: http://www.luxgallery.it/
Fonte: http://www.luxgallery.it/
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LE PASSWORD RUBATE SUI SOCIAL NETWORK
Non è uno degli attacchi hacker più imponenti della storia, ma non è certo poca cosa e sta ad indicare come i cyber-criminali peschino sempre di più in piattaforme molto popolari e frequentate come i social network. E come gli utenti mostrino ancora tanta leggerezza nel proteggersi visto che una delle password più usate è ancora la banale '123456'. Dal 21 ottobre scorso ad oggi - e non si può escludere che le 'manovre' siano ancora in corso - sono state rubate nel mondo ben due milioni di password da Facebook, Twitter, Gmail, Yahoo, LinkedIn ma anche Adp, una società che gestisce pure sistemi di buste paga online.
La scoperta è dei ricercatori degli SpiderLabs di Trustwave. Gli esperti sospettano che i dati siano stati rubati da computer infettati dal 'keylogger', un virus in grado di leggere quello che l'utente digita sulla tastiera e inviarlo poi a malintenzionati. Trustwave è finita sulle tracce di questi hacker mentre - riportal'edizione online di Bbc - investigava su una 'botnet', cioè una rete di pc infetti che di fatto sono controllati in remoto da cyber-criminali.Ad essere colpiti sono gli internauti di tutto il mondo ma in particolare quelli di Danimarca, Usa, Germania, Singapore e Thailandia. Uno dei server su cui sono stati immagazzinate queste credenziali rubate è stato scovato in Olanda. Secondo Trustwave la piattaforma più colpita, al momento, sarebbe Facebook (318mila account compromessi), poi Google (70mila account tra Gmail, Google+ e YouTube), Yahoo! (60mila), Twitter (22mila), LinkedIn e Adp (8mila).
La scoperta è dei ricercatori degli SpiderLabs di Trustwave. Gli esperti sospettano che i dati siano stati rubati da computer infettati dal 'keylogger', un virus in grado di leggere quello che l'utente digita sulla tastiera e inviarlo poi a malintenzionati. Trustwave è finita sulle tracce di questi hacker mentre - riportal'edizione online di Bbc - investigava su una 'botnet', cioè una rete di pc infetti che di fatto sono controllati in remoto da cyber-criminali.Ad essere colpiti sono gli internauti di tutto il mondo ma in particolare quelli di Danimarca, Usa, Germania, Singapore e Thailandia. Uno dei server su cui sono stati immagazzinate queste credenziali rubate è stato scovato in Olanda. Secondo Trustwave la piattaforma più colpita, al momento, sarebbe Facebook (318mila account compromessi), poi Google (70mila account tra Gmail, Google+ e YouTube), Yahoo! (60mila), Twitter (22mila), LinkedIn e Adp (8mila).
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martedì 10 dicembre 2013
#Timepoy - TIME PERSON OF THE YEAR
Sul sito del Time viene così riportato:
“Il club dei personaggi ha visto succedersi presidenti e primi ministri, scienziati e soldati, tiranni e magnati. A sceglierli sono stati i nostri redattori, ma siamo sempre interessati all’opinione dei nostri lettori“. Quindi anche chi non legge il Time ha potuto votare su Twitter o su Time.com attraverso Poptip, sito che analizza e registra come utili anche i nominativi segnalati per errore. La redazione ad ogni modo ha specificato che i voti vengono accorpati per permetterne un adeguato conteggio.
La data fissata per l’elezione è l’11 dicembre, giorno in cui Nancy Gibbs del Time annuncerà il nome al Today Show della Nbc.
Seguendo le ultime news del Time, risulta a dir poco incredibile il numero di votazioni finora raccolte da Miley Cyrus, ex attrice Disney ed ora icona sexy, forte degli oltre 15 milioni di follower che la sostengono e che sembrano davvero renderla dominatrice incontrastata nei risultati di Twitter con un 20,2% dei voti del pubblico contro il 18,6% di Abdel Fattah el-Sisi, Ministro della Difesa egiziano, e il 18,3% di Receep Tayyp Erdoğan, Primo Ministro turco.
Chi pensate che meriti davvero il titolo di “persona dell’anno”?
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lunedì 9 dicembre 2013
PHONE + TABLET = PHABLET
Il phablet è un dispositivo di personal computing Mobile con un display le cui dimensioni, disurate diagonalmente vanno dai 4.5 ai 7 pollici. Il dispositivo è essenzialmente un tablet che funziona anche come telefono. Le dimensioni ridotte rispetto ad un tablet lo rendono uno strumento ideale per utenti che operano in mobilità. Comodo e trasportabile come uno smartphone ma con uno schermo e funzionalità (touch-screen, tastiera virtuale, sistema operativo Mobile, fotocamera, browser e APP) più vicine a quelle di un tablet.
Telefoni mobili e smartphone sono in costante aumento. Non solo in termini di unità vendute ma anche di dimensioni. Stanno diventando sempre più grandi e superando le dimensioni originali dello smartphone standard per anonomasia, l'iPhone del 2007 che aveva un display con 3.5 pollici di diagonale. Dimensioni che fanno oggi dell'iPhone, nel frattempo passato ad uno schermo di 4 pollici, uno degli smartphone più piccoli. Soprattutto se confrontato con i nuovi dispositivi di Samsung Galaxy Note (5.3 pollici) e Galaxy Note 2 (5.5 pollici).
I nuovi dispositivi, denominati PHABLET, si collovano a metà strada tra uno smartphone e un tablet. Del primo prendono la telefonia, dei secondi le funzionalità, il sistema operativo, le APP e in parte le dimensioni. Il Phablet allarga lo schermo dello smartphone garantendone la portabilità (dimensioni da tasca o borsetta) ma anche la usabilità (schermo e tastiera più congeniali ad un utilizzo lavorativo).
Quando uno smartphone diventa un phablet?
Telefoni mobili e smartphone sono in costante aumento. Non solo in termini di unità vendute ma anche di dimensioni. Stanno diventando sempre più grandi e superando le dimensioni originali dello smartphone standard per anonomasia, l'iPhone del 2007 che aveva un display con 3.5 pollici di diagonale. Dimensioni che fanno oggi dell'iPhone, nel frattempo passato ad uno schermo di 4 pollici, uno degli smartphone più piccoli. Soprattutto se confrontato con i nuovi dispositivi di Samsung Galaxy Note (5.3 pollici) e Galaxy Note 2 (5.5 pollici).
I nuovi dispositivi, denominati PHABLET, si collovano a metà strada tra uno smartphone e un tablet. Del primo prendono la telefonia, dei secondi le funzionalità, il sistema operativo, le APP e in parte le dimensioni. Il Phablet allarga lo schermo dello smartphone garantendone la portabilità (dimensioni da tasca o borsetta) ma anche la usabilità (schermo e tastiera più congeniali ad un utilizzo lavorativo).
Quando uno smartphone diventa un phablet?
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venerdì 6 dicembre 2013
SHARING ECONOMY
I servizi collaborativi stanno registrando un aumento in Italia. Molto inchiostro è stato versato dai media sul movimento in crescita della SHARING ECONOMY. (..)
In questo processo un ruolo determinante è stato giocato dalle nuove tecnologie, in particolar modo quelle legate al web: quante volte al giorno apriamo Facebook, cerchiamo informazioni su Wikipedia, utilizziamo lo smartphone per ottenere informazioni in tempo reale ovunque ci troviamo? Nuove tecnologie e nuovi strumenti, come Google, Amazon, e-Bay, i social media, hanno facilitato moltissimi processi come l’acquisto, la vendita e soprattutto la condivisione.
Economia, società e tecnologia: ecco il quadro che sta determinando la crescita della sharing economy secondo Jeremiah Owyang, uno dei più apprezzati teorici del nuovo business model.
Nonostante qualche iniziale scetticismo, questa tendenza sociale sta rapidamente prendendo forma. E’ ancora presto in Italia. A breve, inizieremo a sentire le prime storie di successo (e le loro implicazioni), così come negli Stati Uniti. Ad esempio, il numero di servizi collaborativi italiani sono esplosi nell’ultimo trimestre del 2012. Prima di allora, si potevano contare su una mano. Ora, ne esistono più di 120, e il movimento continua a crescere sia in termini di piattaforme che di utenti.
In Italia stiamo iniziando a condividere sempre di più – case (Airbnb, Dovedormo, ecc); bambinaie (Oltretata), tempo (Sfinz, Tamtown); cibo (Gnammo, Newgusto); barche (Sailsquare), biciclette (okobici) , competenze (Oilproject, SkillBros); automobili (Blablacar) e denaro (Prestiamoci,Starteed).
mercoledì 4 dicembre 2013
BIG DATA
l 90% dei dati del mondo è stato creato negli ultimi due anni. Scopriamo i sistemi per analizzare queste informazioni e impedirci di essere sommersi da un diluvio di dati digitali
In una scena del film Sneakers del 1992, Ben Kingsley e Robert Redford sono due hactivisti che discutono il concetto del potere.
“Non si tratta di chi ha il maggior numero di colpi”, afferma Kingsley, “ma di chi controlla le informazioni. Quello che noi vediamo e sentiamo, come lavoriamo, cosa pensiamo… è tutto nelle informazioni”.
“Non si tratta di chi ha il maggior numero di colpi”, afferma Kingsley, “ma di chi controlla le informazioni. Quello che noi vediamo e sentiamo, come lavoriamo, cosa pensiamo… è tutto nelle informazioni”.
Sono passati 20 anni e quelle parole sono più vere che mai. Il potere non scaturisce dalla semplice acquisizione delle informazioni, ma consiste nella capacità di utilizzare validi schemi all’interno di esse.
Secondo IBM, noi creiamo lo sconcertante volume di 2,5 quintilioni di byte di dati ogni giorno
Gli analisti lavorano su questo principio da anni, ma l’uso in continua espansione di Internet e il volume puro e semplice dei dati creati, richiede un approccio nuovo, noto come Big Data. Secondo IBM, noi creiamo lo sconcertante volume di 2,5 quintilioni di byte di dati ogni giorno, ossia l’equivalente, più o meno, di mezzo miliardo di download di film in HD.
Queste informazioni sono generate da una grande varietà di fonti, inclusi social media, fotografie e video digitali, transazioni online, ed anche il GPS incorporato negli smartphone e nei tablet. IBM sostiene che il 90% dei dati disponibili nel mondo oggi è stato creato negli ultimi due anni.
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domenica 1 dicembre 2013
CONVERGENZA SoLoMo
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| FONTE: http://connect.homes.com
SoLoMo è un’abbreviazione per social, mobile e local: un’espressione che indica quanto questi tre elementi siano legati tra loro nella definizione di un’esperienza.
Social, Local, Mobile indica la convergenza tra la condivisione di informazioni all'interno di reti sociali, la crescente importanza delle informazioni connesse allo spazio fisico che ci circonda, la diffusione dei dispositivi di accesso mobili. Il mobile è il driver di questa convergenza.
Leggete l'articolo: http://solomobile.it/solomo-la-triplice-dimensione-della-fidelizzazione/
Perchè la tecnologia mobile mette la fedeltà nelle mani del cliente?
Fonte: http://wearesocial.it e Roberto Cobianchi
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venerdì 29 novembre 2013
IL MOBILE COMMERCE FA BOOM! +255%
Leggete questo articolo:
http://tendenzeonline.info/articoli/2013/11/15/il-mobile-commerce-fa-boom/
Dalla fotografia scattata dall'Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, giunto alla sua undicesima edizione, tra gli acquisti via smartphone, risultano più venduti i prodotti o i servizi?
Ci sono modelli di business in via di sviluppo? Quali?
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mercoledì 27 novembre 2013
RESPONSIVE DESIGN
Quando un sito è "fully responsive" (cioè realizzato con tecniche di responsive design)?
Guarda le differenze: clicca su questo link e nella pagina visualizzata utilizza le icone sulla barra in alto per visualizzare la stessa pagina in formato, pc, tablet, smartphone.
Per saperne di più leggi questo articolo e dai una definizione di responsive design.
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venerdì 22 novembre 2013
SOCIAL MEDIA 2013
I numeri dei social media: provate ad annotare nell'area 'commenti' DUE DATI significativi sul fenomeno SOCIAL MEDIA nell'anno corrente.
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mercoledì 20 novembre 2013
SOCIAL MEDIA ENTERPRISE
Che cos'è la SOCIAL MEDIA ENTERPRISE? Prova a definire questo concetto dopo aver guardato il video e individua tre motivi che oggi rendono i social media uno strumento potente e irrinunciabile per le aziende nell'ambito delle attività di marketing, promozione, customer care, ricerca&sviluppo, ecc
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mercoledì 13 novembre 2013
CYBERFALLIMENTI
A proposito di cyberfallimenti, qui trovate un'interessante ricostruzione del caso Boo.com
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domenica 6 ottobre 2013
A LEZIONE DI SICUREZZA CON SYMANTEC - PARTE TERZA
sabato 4 maggio 2013
A LEZIONE DI SICUREZZA CON SYMANTEC - PARTE SECONDA
Nell'ambito del corso di 'ICT E SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE' per gli studenti della Facoltà di Psicologia, Marco Bavazzano, Director Security Strategist organization-Mediterranean Region, ha tenuto una lezione sul tema della SICUREZZA INFORMATICA.
venerdì 3 maggio 2013
A LEZIONE DI SICUREZZA CON SYMANTEC - PARTE PRIMA
martedì 2 aprile 2013
David Pogue: 10 top time-saving tech tips
Fonte: http://www.ted.com
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giovedì 14 marzo 2013
SOCIAL RECRUITING
L’indagine di Ivana Pais mostra che per cercare lavoro via web è importante, ancor più che per altri canali, coltivare una ricca rete di relazioni integrando i contatti in presenza con scambi online. Facendo attenzione a chi chiede la password di Facebook.
Non sono solo piattaforme per gestire le relazioni nel tempo libero, ma anche strumenti per lavorare e per trovare lavoro. Lo dicono in modo affidabile i dati della ricerca che la sociologa della facoltà di Economia Ivana Pais ha curato sui siti di social network tra novembre 2012 a febbraio 2013 per conto dell'indagine di Adecco "Digital reputation e social recruiting", giunta alla terza edizione. Più di 13mila candidati e quasi 500 selezionatori hanno compilato un questionario online sull'utilizzo dei social network per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
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mercoledì 12 dicembre 2012
REPUTAZIONE ONLINE
Non solo curriculum vitae, titoli di studio ed esperienze di lavoro. Oggi è il web lo strumento principe per creare una reputazione professionale. Dunque è fondamentale occuparsi del proprio personal branding online. Come? Il primo passo è cercare il proprio nome sui motori di ricerca: «L'ego surfing è la principale chiave di lettura per capire a che punto è la nostra reputazione. È necessario farlo periodicamente - commenta Francesca Parviero, social media HR manager - e da diversi pc perché i risultati cambiano: potete usare Google Alert». E visto che sono i profili sui social network ad occupare i primi posti nelle ricerche su Google sono anche i primi a dover essere curati nel dettaglio. Non bisogna quindi dimenticare di utilizzare accorgimenti adeguati su ogni social.
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martedì 11 dicembre 2012
QUALI SONO I TUOI DIGITAL BEHAVIOURS?
RISPONDI al questionario che trovi a questo link:
https://promo.madai.com/ws/ self/ui/p/ f75501e5-f361-4f6c-85c6-d94275b 206a0?madai-src=facebook
https://promo.madai.com/ws/
5 minuti di COLLABORAZIONE: ci aiuterai a raccogliere i dati per una ricerca universitaria sulle abitudini digitali degli italiani.
Tra i partner dell'iniziativa ci sono IlSole24Ore e madai, che offre una nuova esperienza di shopping come incentivo alla partecipazione: c'è la possibilità di comprare IPAD, XBOX, SAMSUNG GALAXY e un buono acquisto di HM a prezzi scontati.
Grazie a chi risponderà e condividerà con gli amici!
5 minuti di COLLABORAZIONE: ci aiuterai a raccogliere i dati per una ricerca universitaria sulle abitudini digitali degli italiani.
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VIOLARE LE PASSWORD
Gli HACKER saranno diventati certamente sempre più abili a violare le password degli utenti. Ma è pur vero che questi ultimi sembrano non avere molta fantasia nella scelta delle parole di accesso ai propri servizi internet. Stando ai dati forniti da SplashData, la compagnia che ogni anno stila la classifica delle 25 password più utilizzate, infatti, pare che al primo posto resista l'opzione "password": una scelta che di certo non rende inviolabile il proprio account.
Anche per questo negli ultimi anni si sono moltiplicate le vicende che vedono i fornitori di servizi internet alle prese con costanti furti delle proprie chiavi d'accesso (Yahoo! e LinkedIn, solo per citare gli ultimi episodi), che vengono poi puntualmente pubblicate su qualche forum di hacker. Oltre al danno non solo di immagine per chi subisce la sottrazione, anche gli utenti non ci fanno una bella figura perché le parole chiave sottratte risultano essere, infatti, tutt'altro che sofisticate e in pratica sono sempre le stesse.
Anche per questo negli ultimi anni si sono moltiplicate le vicende che vedono i fornitori di servizi internet alle prese con costanti furti delle proprie chiavi d'accesso (Yahoo! e LinkedIn, solo per citare gli ultimi episodi), che vengono poi puntualmente pubblicate su qualche forum di hacker. Oltre al danno non solo di immagine per chi subisce la sottrazione, anche gli utenti non ci fanno una bella figura perché le parole chiave sottratte risultano essere, infatti, tutt'altro che sofisticate e in pratica sono sempre le stesse.
domenica 9 dicembre 2012
DA AUCHAN SI FA LA SPESA CON LO SMARTPHONE
Marino Vignati, manager con una lunga esperienza nel mondo della grande distribuzione, è il Direttore Sistemi Informativi di Auchan, la nota insegna presente in Italia dal 89 e che oggi opera nel nostro paese con 51 punti vendita.
A lui è affidato il compito di introdurre negli ipermercati servizi innovativi con un duplice obiettivo: migliorare sempre più la shopping experience dei clienti e, al contempo, permettere all’azienda di recuperare efficienza.
A Vignati abbiamo chiesto, in particolare, di raccontare in quale contesto e con quali obiettivi è stato lanciato il servizio Cassa Express, la nuova iniziativa di self scanning basata sullo smartphone dei clienti.
A lui è affidato il compito di introdurre negli ipermercati servizi innovativi con un duplice obiettivo: migliorare sempre più la shopping experience dei clienti e, al contempo, permettere all’azienda di recuperare efficienza.
A Vignati abbiamo chiesto, in particolare, di raccontare in quale contesto e con quali obiettivi è stato lanciato il servizio Cassa Express, la nuova iniziativa di self scanning basata sullo smartphone dei clienti.
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sabato 8 dicembre 2012
CLICCA "RISPONDI A TUTTI" ED E' SPAM!
Un unico clic per uno studente, un interminabile tormento per i suoi compagni d'università: Max Wiseltier studia economia e informatica a New York e qualche giorno fa ha inviato una mail a 40mila studenti. Per errore. Già perchè il destinatario, in realtà, doveva essere la mamma. Il seguito? Una raffica di risposte e il titolo di «mammone più famoso di internet».
RISPONDI A TUTTI - Una vicenda da un lato imbarazzante, dall’altro comica. Ha già un nome: «Replyallcalypse 2012», cioè «rispondi-a-tutti-apocalisse».
RISPONDI A TUTTI - Una vicenda da un lato imbarazzante, dall’altro comica. Ha già un nome: «Replyallcalypse 2012», cioè «rispondi-a-tutti-apocalisse».
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venerdì 7 dicembre 2012
GOOD TO KNOW
A proposito della sicurezza online, cosa suggerisce Google in questo video?
Credits http://www.google.com/goodtoknow/online-safety/signing-out/
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giovedì 6 dicembre 2012
PASSWORD SICURA
Guarda questo video. Quando una password puo' essere definita "sicura"?
Credits http://www.google.com/goodtoknow/online-safety/passwords/
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mercoledì 5 dicembre 2012
CRITTOGRAFIA
I sistemi a chiave asimmetrica: che cosa sono e quali obiettivi permettono di raggiungere?
Credits http://www.alba.st
Credits http://www.alba.st
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martedì 4 dicembre 2012
DB E PROGETTAZIONE
Spiega il concetto di cardinalita’ di una relazione.
Come si semplifica una relazione di cardinalita’ molti a molti? Definire e spiegare il significato di entita’, attributo, attributo identificativo e occorrenze.
Credits http://www.integraeu.com
Come si semplifica una relazione di cardinalita’ molti a molti? Definire e spiegare il significato di entita’, attributo, attributo identificativo e occorrenze.
Credits http://www.integraeu.com
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lunedì 3 dicembre 2012
DB E CATTIVA PROGETTAZIONE
che cosa significa “inconsistenza” dei dati?
Quali sono le tre principali anomalie che si verificano quando non si compie un’accurata progettazione di un database?
Credts http://www.emawebdesign.com
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domenica 2 dicembre 2012
ECOMMERCE IN CINA: IL BOOM DI ALIBABA.COM
Una data da segnare (in rosso) sul calendario. L'11 novembre. (..) Rosso perché il commercio elettronico mondiale da quel giorno ha un nuovo padrone: la Cina, da oltre 1,3 miliardi di persone, di cui 700 milioni di iscritti ad Alibaba.com, l'alter-ego di Amazon ed eBay, specializzato nel segmento business to business. Con le sue controllate Taobao e T-mall ha venduto in un quel giorno prodotti per più di tre miliardi di dollari.
IL GIRO D'AFFARI - Tre miliardi di dollari equivalgono al montante complessivo dell'intero e-commerce del Black Friday americano del 2011 (negli Stati Uniti il primo venerdì successivo al Thanksgiving Day e tradizionalmente dà inizio alla stagione dello shopping natalizio a stelle e strisce). Di più. Questa cifra rappresenta il doppio del giro d'affari del "venerdì nero" 2012 delle vendite dirette, non mediate cioè da un canale elettronico. Cresciute, comunque, del 25% rispetto all'anno precedente, segno di una ripresa dei consumi sul mercato americano in contro-tendenza rispetto alla "depressione" della vecchia Europa.
IL GIRO D'AFFARI - Tre miliardi di dollari equivalgono al montante complessivo dell'intero e-commerce del Black Friday americano del 2011 (negli Stati Uniti il primo venerdì successivo al Thanksgiving Day e tradizionalmente dà inizio alla stagione dello shopping natalizio a stelle e strisce). Di più. Questa cifra rappresenta il doppio del giro d'affari del "venerdì nero" 2012 delle vendite dirette, non mediate cioè da un canale elettronico. Cresciute, comunque, del 25% rispetto all'anno precedente, segno di una ripresa dei consumi sul mercato americano in contro-tendenza rispetto alla "depressione" della vecchia Europa.
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