mercoledì 21 marzo 2012

I COMMENTI SU INTERNET


L’idea che i commenti nei blog potessero «catturare l’intelligenza dei lettori»? Era in voga fino a pochi anni fa, ma è stata travolta dalla realtà di pagine e pagine di reazioni fuori tema, prolisse e «tossiche» ai post e agli articoli online«I commenti su Internet si sono rivelati un fallimento». È arrivato a questa conclusione Nick Denton, il 45enne «mercante di pettegolezzi» (così si definisce su Twitter) che sui commenti dei lettori ha costruito la fortuna del suo impero di blog da 500 milioni di «pagine viste» al mese: otto siti, tra cui il primogenito (nel 2002) Gawker,  ovvero «il guardone», e il tecnologico Gizmodo, il più cliccato (quello che pubblicò il prototipo dell’iPhone 4G dimenticato da un ingegnere della Apple al bar). Le ragioni del «fallimento» dei commenti, non solo nei suoi blog ma anche nei siti web dei grandi giornali, secondo Denton, non sono tanto i «troll», e cioè i provocatori che amano suscitare la rabbia altrui e sbranarsi: quelli possono essere bloccati. 
«La vera tragedia è il trionfo della mediocrità», l’appiattimento dei contenuti, il fatto che «per ogni due commenti interessanti, anche se critici, ce ne sono otto che sono fuori tema o tossici». «L’idea di catturare l’intelligenza dei lettori oggi suona come uno scherzo». (..)Dash (che lo intervistava) in passato ha dato la colpa alla mancanza di moderatori attenti. I giornalisti, replica Denton, non hanno il tempo di moderare. Però l’idea che la «struttura» dei commenti possa facilitare o ostacolare la conversazione li ha visti d’accordo. All’inizio su Gawker potevano commentare in pochi, era un «club esclusivo». Quando i blog sono piccoli, spiega Denton, è più facile discutere. Poi il sito è cresciuto e ha aperto le porte a tutti, ma con una gerarchia: gli utenti più attivi e fidati hanno ricevuto «stellette» che portavano in primo piano i loro commenti e davano loro poteri da moderatori (approvare commenti altrui in sospeso, promuoverli in primo piano). La speranza era di tenere alto (e pertinente) il livello. Non è stato così: i moderatori vip si sono montati la testa. «I commenti migliori — ha scoperto Denton — non vengono dalla gente che ama le “stellette” o che parla di più. Spesso vengono dai nuovi arrivati».
Constatato il fallimento, però, Gawker non intende seppellire i commenti. Proverà, per ogni post, a puntare su più filoni di discussione, affidando al commentatore che interviene per primo su ogni tema il compito di moderare. In altri casi, si commenterà su invito: l’obiettivo di Denton è far intervenire «le fonti e gli esperti». (..) Non a tutti i giornalisti piace l’idea di porre solo le domande e poi stare a guardare mentre la conversazione (che genera traffico monetizzabile) prende vita nei commenti, ed è quella la «storia» da leggere.
FONTE: www.corriere.it

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